Mattatoio Sospeso
performance
Sospensione N°I
Da un’idea di Marco Mannucci
Con Marco Mannucci e Maurizio Gasperini
Videoproiezioni, Musiche Marco Mannucci
Due figure sospese come in sogno. In una natura ideale: luna piena, notte d’estate, grilli, cicale niente altro. Il sogno è percorso da allucinazioni sul tempo a partire da Dalì con i suoi orologi “sdraiati”. Inizia il “volo” attraverso la ripetitività del quotidiano, la routine del vivere moderno. Risveglio. L’allucinazione è finita oppure no (i sogni si avverano…): arriva l’incubo del tran-tran di una giornata di lavoro, traffico, caos. Per un’attimo la routine cessa con una partita di tennis esilarante e impossibile a tempo di Valzer: la palline diventano sempre più grandi (ancora un’allucinazione). E poi ancora lavoro…da questa ossessione da “tempi moderni” ci si può liberare con un crescendo di evoluzioni acrobatiche e non solo….rimanendo a mezz’aria. Di volta in volta la performance viene arricchita di nuovi spunti suggeriti dall’architettura che la ospita. Lo spettacolo si sviluppa tramite il susseguirsi di “quadri” composti da videoproezioni con le quali i matt’attori interagiscono.
Con Marco Mannucci e Maurizio Gasperini
Videoproiezioni, Musiche Marco Mannucci
Due figure sospese come in sogno. In una natura ideale: luna piena, notte d’estate, grilli, cicale niente altro. Il sogno è percorso da allucinazioni sul tempo a partire da Dalì con i suoi orologi “sdraiati”. Inizia il “volo” attraverso la ripetitività del quotidiano, la routine del vivere moderno. Risveglio. L’allucinazione è finita oppure no (i sogni si avverano…): arriva l’incubo del tran-tran di una giornata di lavoro, traffico, caos. Per un’attimo la routine cessa con una partita di tennis esilarante e impossibile a tempo di Valzer: la palline diventano sempre più grandi (ancora un’allucinazione). E poi ancora lavoro…da questa ossessione da “tempi moderni” ci si può liberare con un crescendo di evoluzioni acrobatiche e non solo….rimanendo a mezz’aria. Di volta in volta la performance viene arricchita di nuovi spunti suggeriti dall’architettura che la ospita. Lo spettacolo si sviluppa tramite il susseguirsi di “quadri” composti da videoproezioni con le quali i matt’attori interagiscono.
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